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Testa piatta nel neonato: come evitarla?

Testa piatta nel neonato: come evitarla?

Spesso si sente parlare della testa piatta, o plagiocefalia, normalmente in relazione a prodotti come il Cal Bebé o cuscini che garantiscono a mamma e papà di scongiurare questa evenienza. Ma sono realmente utili? Cerchiamo di capire qualcosa di più in merito.

Che cos’è la testa piatta? Cosa significa plagiocefalia?

Plagiocefalia viene dal greco. “Plagio-” significa obliquo, mentre “-cefalia” indica un disturbo a carico della testa. Quindi la “sindrome della testa obliqua”, per così dire. In effetti nella plagiocefalia il capo del neonato, ancora molto “morbido” e influenzato da postura e pressione, si presenta come schiacciato da un lato, dando luogo alla caratteristica forma obliqua di un lato della testa. Una condizione particolare di plagiocefalia è quella in cui il capo non è schiacciato da un lato (destro o sinistro) ma piatto sul retro (brachicefalia).

Esistono forme di plagiocefalia riscontrabili già alla nascita. E’ il caso di alcuni gemelli che, in utero, erano soggetti alla compressione dell’altro gemello a livello del cranio. Oppure in caso di gravidanze in cui per qualche motivo il liquido amniotico cominci a scarseggiare: anche questa condizione, infatti, può favorire l’insorgere della testa piatta.

Altre volte la plagiocefalia può essere legata alle circostanze della nascita. Un bambino con torcicollo congenito, per esempio, tenderà a tenere il capo sempre nella stessa posizione, perché è quella che non gli provoca dolore o fastidio. Di conseguenza, ecco che la plagiocefalia diventa un rischio, perché la testa si trova sempre poggiata sullo stesso lato.

Altre volte la plagiocefalia può insorgere perché il neonato viene lasciato per troppo tempo sdraiato nella culla o nella carrozzina.

Si tratta di una condizione pericolosa? Il cervello ne risente?

No, il cervello non ne risente. Tuttavia, se una plagiocefalia non viene riconosciuta e trattata, il danno può riguardare, oltre che l’estetica, anche la mobilità della mascella e la parola, ma anche la deambulazione può esserne influenzata.

Come si può evitare la plagiocefalia?

In caso di una condizione congenita, ossia già presente in utero, non ci sono misure preventive da adottare, si procederà a trattarla dopo la nascita.

In caso invece il vostro bambino nasca con un cranio normoconformato, è importante attuare alcuni comportamenti che riducano il rischio di plagiocefalia. Quali sono?

  • Non lasciare il bimbo sdraiato nella culla o nella carrozzina per troppe ore al giorno. Fermo restando che è bene far dormire sempre sulla schiena il proprio bambino per ridurre il rischio di morte in culla (SIDS) e soffocamento, bisogna essere consapevoli del fatto che in questa posizione il capo subisce una pressione laterale o posteriore per molte ore al giorno. Questo può favorire l’insorgere della testa piatta nel neonato, perciò è bene compensare cercando di tenere tra le braccia il vostro bambino ogni volta che sia possibile.
  • Utile, oltre a tenere il bimbo in braccio, l’uso di una fascia portabebé, che vi consentirà maggiore libertà d’azione mentre al contempo fate del bene al vostro cucciolo. Ricordiamoci sempre che in Africa la plagiocefalia praticamente non esiste, e questo è probabilmente dovuto all’uso molto maggiore delle fasce portabebé.
  • Teniamo qualche volta il nostro bambino adagiato con il suo ventre sul nostro avambraccio, come si consiglia di fare quando ha male al pancino, per intenderci. In questo modo cambieremo la posizione del suo capo e la direzione della pressione a cui è solitamente sottoposto nel lettino.
  • Utile una visita da un’osteopata specializzato in neonati.
  • Osservare se il nostro bambino tende a tenere sempre la testa da un lato durante il riposo, e, in quel caso, provare con dolcezza a girarla dall’altro lato. Ovviamente se la reazione è negativa, rivolgiamoci al pediatra o all’osteopata pediatrico per capire se possa esserci un torcicollo.

E il famoso “tummy time”, ovvero mettere da subito il neonato a pancia sotto per qualche minuto ogni giorno, può essere utile?

Certamente, possiamo farlo per esempio quando gli cambiamo il pannolino. Lo giriamo sulla pancia e potremo vedere come cerca di alzare il collo, spesso riuscendoci. Senza esagerare, pochi secondi a volta, dapprima, e poi qualche minuto a partire dai 2/3 mesi, quando sarà abbastanza grande da poter seguire un giochino che passa da un lato all’altro del suo campo visivo, anche da prono.

Sono utili i cuscini anti-plagiocefalia che si trovano in commercio, o il Cal Bebé?

No, sono anzi da evitare. Gli studi sulla SIDS infatti ci indicano come sia importante che non ci sia nulla nel letto del bebé (no peluche, no paracolpi, no cuscini, no coperte che non siano ben ancorate).

L’osteopatia può essere risolutiva?

Certamente può esserlo se ben fatta (non una ma qualche seduta da parte di un esperto) per quanto riguarda alcune condizioni predisponenti alla plagiocefalia, come il torcicollo. In caso di plagiocefalia conclamata, può non essere sempre così facile per un osteopata risolvere da solo la situazione. In quel caso il pediatra vi indicherà il percorso da seguire.

E’ vero che se il bambino con plagiocefalia non viene trattato prima dei sei mesi, sarà necessario fargli portare un casco?

Non è tanto il fatto che abbia tot mesi, il casco infatti può essere indicato anche prima in caso di plagiocefalie molto marcate. Tuttavia è vero che una presa in carico tardiva di questo problema esiterà con più probabilità in questo tipo di trattamento. L’osteopata può fare molto per modificare questa condizione, così come eventualmente il fisioterapista, ma la tempestività è importante. Rassicuro comunque i genitori: la testina del bambino risponde molto bene ai trattamenti osteopatici e fisioterapici per tutto il primo anno di vita. Per quanto, sottolineiamolo ancora una volta, i primi mesi sono i migliori per intervenire.

 

 

 

Il cordone ombelicale del mio bambino si è sporcato: cosa faccio?

Il cordone ombelicale del mio bambino si è sporcato: cosa faccio?

Il cosiddetto “moncone ombelicale”, ovvero quella parte di cordone che rimane attaccata all’addome del bambino per qualche giorno dopo la nascita, in genere va incontro molto rapidamente a mummificazione. Si dice davvero così e significa che il moncone secca (perché non è più irrorato dai vasi sanguigni), assume un colore bruno-nerastro e una consistenza molto rigida.

La cura del moncone consiste essenzialmente nel permettere che questo essicamento avvenga indisturbato, ovvero che il residuo di cordone ombelicale non si sporchi né bagni. Questo è in genere sufficiente a far sì che esso si stacchi da solo entro il decimo giorno di vita.

Tuttavia, si sa, gli intoppi possono succedere. Se si bagna di pipì o di cacca, il moncone apparirà molliccio e potrebbe avere zone appiccicose.

Cosa fare, quindi, se il moncone ombelicale del nostro bambino si bagna di pipì?

In genere è sufficiente disinfettarlo un po’, picchiettandolo con alcol 70° per mezzo di una garzina e di un bastoncino di ovatta. Quest’ultimo in particolare è utile attorno all’attaccatura, laddove cioè il moncone si lega al ventre del bambino. A quel punto, invece di coprirlo immediatamente, è bene arieggiarlo con un pezzo di cartoncino, come un ventaglio, e aver cura che sia ben asciutto prima di rimettere garza pulita e rete ombelicale.

E se il moncone si è sporcato di cacca?

In questo caso sarà necessario pulirlo accuratamente con acqua e sapone, utilizzando una garza o un bastoncino di ovatta (per la zona dell’attaccatura). In seguito sarà necessario asciugarlo bene, premendo delicatamente su di esso con un panno assorbente. Dopodiché potrebbe essere utile, in via precauzionale, disinfettarlo un po’, picchiettandolo con una garzina imbevuta di alcol 70°, o con un bastoncino di ovatta imbevuto, questo in particolare per la zona attorno all’attaccatura. E’ sconsigliato l’uso di cotone idrofilo per non correre il rischio che qualche residuo rimanga attaccato alla ferita. A quel punto, invece di coprirlo immediatamente, è bene arieggiarlo con un pezzo di cartoncino, come un ventaglio, e aver cura che sia ben asciutto prima di rimettere garza pulita e rete ombelicale. Non si deve aver paura di causare bruciori al bebè poiché il moncone non è innervato e di conseguenza è privo di sensibilità. Può capitare che il neonato pianga durante la medicazione non per effetto del disinfettante o del dolore, ma solo perché infastidito dal contatto con l’alcool, che è freddo.

In generale, sia che il moncone si sia sporcato, sia che sia sempre rimasto pulito, teniamo presente che…

  • Più il moncone prende aria, prima si essicherà, e di conseguenza un’altra cosa molto utile da fare, soprattutto se la temperatura lo consente (come in estate), è quella di lasciare il bambino solo con una magliettina leggera. In questo modo il moncone prenderà più aria.
  • Altra cosa importante è quella di lasciare il moncone fuori dalla zona del pannolino, sia quando è coperto dalla medicazione, sia (a maggior ragione) quando è libero da garza e rete ombelicale. Come fare? Ripiegando in basso la fascia ventrale del pannolino prima di chiuderlo.
  • Chiedete in ospedale che vi tolgano la clip del moncone prima della dimissione, in modo che siate agevolati nelle operazioni di pulizia.

Quando rivolgersi al pediatra?

  • Quando la pelle attorno all’attaccatura del moncone si arrossa
  • Quando il moncone emana cattivo odore
  • Quando dall’attaccatura vedete uscire secrezioni, in genere appiccicose e di colore giallastro o biancastro
  • Quando l’ombelico stesso presenta un rigonfiamento, che aumenta quando il neonato piange o tossisce
  • Se il moncone non si è ancora staccato dopo tre settimane dalla nascita

 

 

Il calo di peso dopo la nascita: ecco cosa sapere per non preoccuparti

Il calo di peso dopo la nascita: ecco cosa sapere per non preoccuparti

È normale che i neonati perdano peso nella prima settimana di vita, e per questo motivo si parla di “calo fisiologico”, ovvero normale, consueto e da inquadrare in un andamento dei primi giorni di vita che non deve destare preoccupazioni di sorta per la salute del piccolo. 

Un calo di peso fino al 10% fa parte del normale processo di adattamento alla vita fuori dall’utero materno e deriva essenzialmente da 3 fattori:

  • espulsione del meconio (le prime feci del neonato, nere e collose, costituite da cellule intestinali, peluria, capelli, liquido amniotico e, in breve, tutto ciò che il piccolo ha inghiottito nell’utero)
  • perdita di liquidi (il vostro bambino passa da un ambiente acquatico -quello uterino- ad uno aereo e quindi molto più secco)
  • difficoltà nel mantenere una suzione prolungata ed efficace a causa della sonnolenza, che può essere dovuta a diversi fattori (ad esempio l’ittero)

Il calo di peso è da considerarsi fisiologico fino al raggiungimento della soglia del 10% del peso alla nascita. Ciò vuol dire che un bambino nato di 3300 g (3,3 kg) sarà considerato in calo normale fino al peso di 2970 g, ossia entro i 330 g di calo ponderale (10% di 3300 g).

Un modo semplice per calcolare qual’è la percentuale di peso persa è questo:

((peso alla nascita – peso attuale)*100):peso alla nascita

Esempio

  • Peso alla nascita 3300 g
  • Peso attuale 3180

3300-3180=120 g

120 *100 = 12000

12000:3300= 3,6

Il calo è del 3,6%

La maggior parte dei neonati recupera il proprio peso di nascita entro il quindicesimo giorno di vita. Se non sussistono difficoltà nell’allattamento, se il bambino urina e si scarica adeguatamente, se la sua pelle e le sue mucose non appaiono disidratate: non c’è da preoccuparsi.

In terza giornata in genere arriva la montata lattea ed il piccolo smette di calare.

 

 

Il cestino dei tesori: cos’é? quando proporlo? cosa metterci?

Il cestino dei tesori: cos’é? quando proporlo? cosa metterci?

Il cestino dei tesori, ma cos’è?

Il cestino dei tesori non è a tutti gli effetti un giocattolo ma un piccolo e basso cesto che raccoglie al suo interno alcuni oggetti di uso comune destinati alla curiosa attenzione e scoperta del bebé. Gli oggetti contenuti nel cestino ovviamente non sono scelti a caso ma accuratamente selezionati dall’adulto per stimolare tutti i sensi (udito, tatto, vista, olfatto) e perché, allo stesso tempo, sono assolutamente sicuri qualora maneggiati e portati alla bocca.

Se chiediamo ai genitori quali sono gli oggetti preferiti dai loro bambini, quasi tutti risponderanno che sono interessati al mazzo di chiavi, ai tegami della cucina, ai bicchieri, alle scatole colorate dei pelati. Una volta raggiunta una mobilità anche minima, i bimbi sceglieranno questi come oggetti preferenziali di gioco, anche se non sempre i genitori ne sono contenti.

Studiamo allora un bel cesto pieno di cose che li stimolino nel loro recente interesse per ciò che noi stessi adoperiamo, ma che siano al contempo oggetti sicuri e abbastanza puliti.

Quando proporlo?

Non appena il bimbo è in grado di stare seduto agevolmente da solo. Questo in genere accade attorno ai 6 mesi

Quali sono i vantaggi?

  • Maneggiando, succhiando e rigirando in bocca gli oggetti, i bambini fanno esperienze relative al peso, alle dimensioni, alla forma, alla consistenza, al rumore, all’odore e quando scelgono un oggetto possiamo immaginare che si stiano chiedendo: “Cos’è?”
  • I bambini giocando con il cesto dei tesori sviluppano per la prima volta il concetto di “scelta” e fanno esperienza per la prima volta del prendere decisioni.
  • L’adulto ha modo di sintonizzarsi sugli interessi del suo bambino, di osservarlo, di parlargli di ciò che lo interessa e questo aumenta la vicinanza tra adulto e piccolino, che si sente seguito e riconosciuto nelle sue necessità di conoscere.
  • Sviluppo della concentrazione. I bambini sono davvero concentratissimi in questa attività, che li assorbe totalmente
  • Meno frustrazione di bambino e genitore. Il bimbo attorno ai 6 mesi sperimenta un po’ di frustrazione perché ha imparato a stare seduto e sa che può afferrare le cose che lo interessano ma non si può spostare per raggiungerle. Spesso sta anche mettendo i primi dentini. In genere il bimbo, quindi, in questa fase è nervoso e lamentoso. Il cesto dei tesori lo aiuto perché lo diverte, lo intrattiene, gli consente di toccare molte delle cose che lo interessano. Il genitore di conseguenza è più rilassato.

Indicazioni per l’uso del cestino dei tesori

  1. Il cestino dovrebbe indicativamente essere di 35 cm di diametro e 10-12 cm di altezza, senza manici e abbastanza resistente, in modo che il bambino ci si possa appoggiare senza rovesciarlo
  2. Riempite il cestino fino all’orlo
  3. Assicuratevi che il bambino sia comodamente seduto. Se seduto lateralmente, assicuratevi che sia abbastanza vicino al cestino (il suo gomito dovrebbe riuscire a poggiare comodamente sull’orlo del cestino).
  4. L’adulto dovrebbe sedere lì vicino, senza parlare o intervenire, a meno che non sia il bambino a richiedere il suo intervento
  5. Il cestino dei tesori dovrebbe essere costantemente rinnovato con l’introduzione di oggetti nuovi. Un modo è quello di avere una scorta di oggetti in un apposito sacco.
  6. Gli oggetti del cestino vanno davvero tenuti come tesori: lavati bene o puliti con un panno, sostituiti se rotti o rovinati
  7. Se sono presenti bambini più grandi, l’adulto dovrebbe proteggere le scoperte del bebé dall’intervento dei più grandi

Cosa mettere nel cestino?

Oggetti naturali

  • pigne di conifere di diverse misure
  • Grossi ciottoli
  • Conchiglie
  • Piccole zucche essicate
  • Grosse castagne
  • Piume grandi
  • Pietra pomice
  • Tappi di sughero di grandi dimensioni
  • Noccioli di avocado
  • Grosse noci
  • Pezzi di luffa (fibra naturale usata per il bagno)
  • Una piccola spugna naturale
  • Un limone
  • Una mela
  • Osso degli ossi buchi

In materiale naturale

  • palla di lana
  • calzascarpe di osso
  • sottobicchiere di paglia
  • spazzolino da unghie in legno
  • spazzolino da denti
  • pennello da barba
  • pennello da imbianchino
  • manici di borsa di bambù
  • pennello per il trucco

Oggetti legno

  • piccole scatole foderate di velluto
  • nacchere non dipinte
  • sonagli di diversi tipi
  • mollette da bucato
  • grosse perle colorate infilate nel loro filo
  • rocchetto, bobina per il cotone
  • grosso anello da tenda non verniciato
  • portatovagliolo
  • cucchiaio o spatola
  • portauovo
  • spatolina

Oggetti di metallo

  • Cucchiai di varie dimensioni
  • frusta da cucina
  • mazzo di chiavi (prima magari lavatele con acqua e sapone)
  • scatole di latta dai bordi arrotondati
  • piccolo posacenere
  • pezzi da tromba o flauto traverso
  • spremiagrumi
  • formine per dolci
  • imbuto
  • anelli da tende in ottone
  • piccola armonica a bocca
  • mazzo di campanelli
  • coperchietti
  • colino per il té
  • pezzi di catena
  • campanello per bicicletta
  • tappo grande di bottiglia di profumo
  • infusore per il té
  • catene di bigiotteria

Oggetti in pelle, tessuto, gomma, pelo, altro

  • collarino per animali domestici
  • borsellino di pelle
  • piccola borsetta in pelle
  • uova di marmo
  • pallina di gomma piena
  • piumino di velluto per cipria
  • pallina di pelliccia
  • pezzi di tubi di gomma
  • palla da tennis
  • palla da golf
  • portagioie in pelle
  • borsellino di perline
  • tappo da vasca con catena
  • sacchettini di tessuto con lavanda, timo, chiodi di garofano ben cuciti

Carta, cartone

  • piccolo block notes con spirale
  • carta oleata
  • cilindri della carta igienica o della carta da cucina

Quale deve essere il ruolo del genitore in questo gioco?

Possibilmente il genitore non deve incitare il bambino ad afferrare gli oggetti, non dovrebbe porgerglieli o aggiustargli la presa di questo o quell’oggetto. Il suo ruolo in questo gioco del bambino è quello di fornire un solido ancoraggio emotivo ai suoi sentimenti di fronte alla scoperta. Spesso il bambino si volterà a cercare lo sguardo dell’adulto, per conoscere il nome dell’oggetto, ma soprattutto per avere la sicurezza che gli permette di scoprire serenamente gli oggetti e le proprie mani che li afferrano. La certezza di poter godere di questo gioco senza paura.

 

 

Bebé con valigia: summer edition

Bebé con valigia: summer edition

Essendo ormai estate, ho pensato che potrebbe esservi utile la lista degli oggetti da mettere nella valigia del bebé per una vacanza di circa 7 giorni.

Ecco qui la lista dettagliata del beauty case del bebé:

  • soluzione fisiologica in mododosi
  • crema solare
  • crema doposole
  • tagliaunghie (se viaggiate in aereo potete sostituirlo con delle limette di cartone o tagliare le unghie al piccolo appena prima di partire)
  • crema lenitiva per il cambio pannolino
  • crema protettiva per il cambio del pannolino
  • crema antizanzare/repellente da attaccare alla carrozzina/braccialetto antizanzare
  • gel astringente al cloruro di alluminio per eventuale contatto con medusa
  • stick dopopuntura
  • detergente
  • vitamina D
  • eventuali medicinali necessari al bambino o antibiotici ad ampio spettro se viaggiate fuori dall’Italia (chiedete al pediatra)
  • spazzolino e dentifricio (se il bimbo ha più di un anno) o garze sterili se si tratta di pulire i primi dentini
  • dischetti cotone
  • ciucci e portaciucci
  • fazzoletti
  • 3 piccole garze sterili (sempre utili, ad esempio per pulire gli occhi con la soluzione fisiologica, o per i dentini)
  • aspiratore nasale
  • massaggia gengive
  • tachipirina
  • termometro
  • un paio di cerotti
  • creme per accidentali ustioni da meduse (chiedete al pediatra prima di partire)
  • disinfettante per sbucciature se avete bimbi più grandi che corrono qua e là e cadono alle volte
  • gel disinfettante per le mani (tipo amuchina), non per il bambino (che, portandosi le mani in bocca, è meglio non abbia gel igienizzanti sulle mani) ma per i genitori
  • spray nasale (per gli usi alternativi in viaggio, specialmente sciacquare facilmente le mani, e a questo proposito rimando al post)
  • sapone di marsiglia per rapidi lavaggi a mano

Ed ecco invece la lista degli oggetti da mettere in valigia per 7 giorni circa di vacanza:

  • 5 body/canottiere
  • 4 cambi completi (tutine oppure pantaloni o pantaloncini+maglietta)
  • un paio di felpe leggere per le sere fresche
  • cappellino per il sole
  • 5 paia di calzini
  • coperta leggera per il passeggino/carrozzina
  • zanzariera per passeggino
  • qualche libro e qualche gioco
  • piscinetta/braccioli/salvagente/swim fin/giochi da spiaggia come formine o innaffiatoio e paletta
  • ombrellone/i se dove andate non ci sono
  • telo da mare o asciugamano che funga da telo mare
  • sandaletti
  • costume contenitivo o pannolino da piscina
  • costume anti UV per non dover spalmare troppa crema solare
  • contenitori porta-pappe
  • omogeneizzati se ne usate
  • snack (come gallette di mais o biscotti solubili o una banana)
  • 2 biberon (per latte o acqua)
  • latte artificiale, se non allattate
  • pannolini, ma tenete presente che potrete comprarne anche in loco se rimanete senza
  • bavaglini
  • occhiali da sole
  • 3 asciugamani (portateli comunque, anche se andate in albergo, non si sa mai)
  • asciugamano con copricapo per la piscina oppure accappatoio se il bimbo è più grande
  • ciabattine da mare
  • ciabattine da interno
  • borsa-fasciatoio da attaccare al passeggino
  • traversine impermeabili da stendere sotto il bambino per cambiarlo in giro
  • salviettine umidificate
  • un paio di piccoli stracci da usare per pulire con l’amuchina alcune superfici che non vi convincono prima di mettervi il bambino (es. seggioloni in autogrill/telecomandi in albergo)

Altro da non dimenticare:

  • passeggino/carrozzina. Se viaggiate in aereo, dovrete passare dal check-in a dichiararli, dopodiché potrete portarli fin sotto le scale dell’aereo, dove il personale addetto li ritirerà per metterli in stiva. All’arrivo li ritirerete al nastro bagagli.
  • fascia portabebé
  • copertura da pioggia per passeggino/carrozzina.
  • tessera sanitaria del bebé
  • carta d’identità del bebé
  • una wet-bag piccola per eventuali indumenti bagnati o sporchi/ per i costumi
  • una sacca grande per tutti i panni sporchi della famiglia

Se partite in auto oppure in treno, non avrete limitazioni per quanto riguarda i liquidi. Mentre se viaggiate in aereo dovrete rispettare il limite di 100 ml a flacone, per un numero massimo di 10 flaconi a persona, disposti in modo ben visibile all’interno di sacchetti di plastica trasparente che dovrete mostrare al controllo bagagli.

Cotone biologico: cosa significa? Perché preferirlo? L’intervista all’esperta!

Cotone biologico: cosa significa? Perché preferirlo? L’intervista all’esperta!

Sempre più spesso, nei negozi di abbigliamento per neonati, ci troviamo di fronte all’alternativa tra cotone biologico e standard. Nella maggior parte dei casi si tratta di scegliere tra intimo (body, mutandine) di un tipo piuttosto che dell’altro, ma a volte anche tra le tutine troviamo questa distinzione. Sapendone poco o niente, sicuramente la prima cosa che viene notata è che il cotone biologico è più costoso. Ma c’è una ragione valida o si tratta unicamente di un’abile trovata commerciale? Per dipanare ogni dubbio, ho scelto di intervistare Matleena, finlandese, sposata con un italiano con cui vive a Treviglio e con cui condivide la gioia e l’impegno di 3 splendide bambine.

Perché Matleena? Perché di cotone biologico se ne intende moltissimo, avendone fatto una scelta di vita e di lavoro, attraverso il sito Nordic Baby, e-commerce dove si trovano appunto capi in cotone biologico e tanto altro per mamma e bambino.

Ma sentiamo direttamente Matleena…

Ciao cara Matleena, per iniziare ci potresti descrivere cosa possiamo trovare su NordicBaby?

Ciao Elisa, innanzitutto ti voglio ringraziare per l’opportunità che mi hai concesso: potervi parlare del mondo NordicBaby! Sul sito www.nordicbaby.it offriamo una selezione di abbigliamento nordico per bambini e bambine da 0 a 10 anni (a breve anche per la mamma!), colorato e allegro e per la maggior parte in cotone organico e prodotto eticamente. In più ci sono degli accessori per la mamma e giocattoli eco-friendly Haba per bambini.

Come nasce NordicBaby?

L’idea di NordicBaby è nata ben 10 anni fa… in contemporanea con la mia prima figlia. Lei indossava sempre vestiti comprati nel mio paese natale, la Finlandia. Prima le amiche e poi persino le persone per strada mi fermavano per sapere dove avevo trovato questi vestiti bellissimi per la mia bimba! All’epoca aprire un negozio online era ancora impensabile ma, nel 2017 e dopo aver avuto altre due bimbe, ho sentito che finalmente era arrivato il momento giusto! In pochissimo tempo ho deciso lo stile che volevo importare in Italia e così è nato NordicBaby, che io amo definire il mio quarto figlio 

Come centro della mia attività c’è sempre il bambino, che deve essere libero di giocare, comodo, per potersi arrampicare sugli alberi, felice, vestito di colori e fantasie che trasmettono allegria…e per finire con abiti adatti a qualsiasi condizione meteorologica! Infatti in Finlandia diciamo: “Non esiste il cattivo tempo, semmai esiste un vestito inadatto”.

Su Nordic Baby la maggior parte degli indumenti sono in cotone biologico, cosa significa?

Sono proprio contenta che tu mi abbia fatto questa domanda! Cotone biologico (organic cotton), cosa significa? Siamo abituati a comprare frutta biologica, verdura a km 0 e cosmetici naturali, ma per il vestire non ci pensiamo molto. In Scandinavia da diversi anni i genitori sono molto attenti a questo aspetto. Innanzitutto, per ottenere la certificazione di cotone biologico, sono necessari controlli rigorosi che esaminano l’intera filiera di produzione del cotone, dalla semina alla tessitura, dalla produzione all’imballaggio stesso del prodotto. Il cotone biologico non deve provenire da sementi geneticamente modificate (OGM), nella coltivazione vengono utilizzati metodi e sostanze a basso impatto ambientale, eliminando l’uso di pesticidi e fertilizzanti dannosi per l’ambiente e la salute. Inoltre, i lavoratori ricevono una busta paga equa ed il lavoro minorile è assolutamente vietato. Quindi acquistando abbigliamento in cotone biologico, con certificati internazionali come i più conosciuti GOTS e OEKO-TEX, non facciamo del bene solo alla pelle delicata del nostro bambino ma anche all’ecosistema e sosteniamo parallelamente il commercio equo-solidale.

E cosa puoi dirci a proposito delle tinture usate? I capi Nordic Baby sembrano molto colorati…

Tutti le marche che Nordic Baby propone hanno ottenuto il certificato GOTS (Global Organic Textile Standard) o OEKO-TEX. Per quanto riguarda il certificato GOTS, per la colorazione e la stampa delle stoffe possono essere usate solo sostanze innocue per l’ambiente, che sono le sole permesse dagli organi di certificazione. Colori con metalli pesanti tossici, solventi aromatici o il gruppo dei pericolosi azocoloranti sono assolutamente vietati. Anche il certificato OEKO-TEX standard 100 è un marchio ecologico che permette di certificare, oltre ai tessuti, anche il loro processo di tintura. La certificazione delle tinture OEKO-TEX standard 100, garantisce al consumatore finale un attento controllo dal punto di vista ecologico e di salute.

Ogni capo è davvero uno spettacolo di colori e fantasie ma effettivamente il costo è in genere più elevato dei capi che si trovano nella grande distribuzione. Ci sono degli accorgimenti che una mamma può adottare se vuole acquistare abbigliamento su Nordic Baby senza spendere troppo?

Certo, la fascia di prezzo è medio-alta e certamente sui mercatini oppure nella grande distribuzione si trovano vestiti molto più economici. Le persone che acquistano da NordicBaby sono molto attente all’aspetto della moda sostenibile, vogliono vestiti diversi dal solito, apprezzano la qualità del cotone veramente eccezionale, ed in questo consiste un primo aspetto di convenienza: intendo dire che questi capi costano un po’ di più ma, sebbene si lavino e si rilavino, non si stringono, non si deformano, i colori restano. Sono quindi anche molto più appetibili se si decide di rivenderli alla fine del loro utilizzo (nei mercatini tra mamme, per esempio). Molti vestiti sono anche unisex, ed ecco quindi un altro aspetto conveniente: si possono veramente passare da un figlio all’altro! Alcuni tipi di pantaloni hanno un sistema di risvolto in vita e alle caviglie che consente di usarli per più di una stagione. Per non parlare dei saldi che ci sono durante l’anno e gli sconti lampo che pubblichiamo sulla nostra pagina facebook! E…per festeggiare la collaborazione con Tivogliobenemamma, usando il codice TVBMAMMA avrete lo sconto del 10% su tutto l’abbigliamento

Grazie mille! Stupendo! Io stessa farò acquisti! Volevo chiederti anche…Molte volte le mamme hanno delle resistenze ad acquistare dei capi senza prima vederli o provarli al proprio bambino. In che modo si può ovviare a questi aspetti dell’acquisto su Nordic Baby?

Bisogna ragionare in base all’altezza del bimbo, non in base all’età. Le taglie vanno a cm di altezza, per esempio la taglia 92 veste un bambino fino alla taglia successiva, quindi fino a 98 cm. Le marche scandinave tendono a vestire abbondante, a differenza delle marche francesi ad esempio, quindi vi consigliamo di scegliere la taglia giusta per l’altezza del vostro bambino. Per qualsiasi dubbio contattateci e saremo felici di consigliarvi, e se proprio non azzeccassimo la taglia, ovviamente si può restituire il capo o cambiarlo senza problemi.

E a proposito delle tutine di cotone per neonati, ma anche degli abiti di cotone per i bambini più grandi: non saranno troppo freddi in autunno e inverno?

Il cotone va benissimo tutto l’anno, non c’è bisogno di “soffocare” i bambini con vestiti troppo pesanti e materiali scomodi, basta aggiungere uno strato in più nei mesi più freddi. In Scandivavia, dove fa ben più freddo che in Italia, usiamo tranquillamente il cotone! Dopo i primi giorni delicati nella vita di un bambino, non è assolutamente vero che i bambini soffrano il freddo più di noi adulti. Anzi, a volte è proprio il contrario! Non provate la temperatura dalle manine e dai piedini che sono spesso freddi fisiologicamente, ma dalla nuca o dallo spazio interscapolare e osservate l’umore generale del bambino, il colorito e l’espressione del suo viso. D’inverno il bambino piccolo può essere vestito a strati, cioè un body in cotone con sopra una tutina in cotone e per quando si esce una tuta imbottita.

 

Certo, non coprire troppo il neonato ha importanti riflessi anche sul versante dell’allattamento. Ascolta, su NordicBaby c’è anche la possibilità di acquistare le coppette mestruali per la mamma. Di cosa si tratta? Come scegliere quella giusta?

Ho scoperto la coppetta mestruale 15 anni fa e non tornerei più indietro! La proponiamo anche da Nordic Baby come prodotto complementare per la mamma, proprio perché è una cosa che consiglierei ad una amica, una sorella, una collega. Ho provato varie marche nel passato, anche quella più conosciuta in Italia che si trova anche al supermercato ma ho scelto Lunette, secondo me la migliore in assoluto! Lunette ha appena vinto il primo premio svedese Råd och Rön tra tutte le coppette mestruali, e la menzione “molto buono” sul test della rivista austriaca Konsument per il materiale utilizzato. E’ progettata e fabbricata in Finlandia da silicone medicale, assolutamente sicuro e semplice da usare, invisibile anche al mare, sicura da tenere tutta notte, facile da pulire, con un risparmio economico garantito già dopo pochi mesi, infatti la coppetta mestruale si può utilizzare per anni in tutta tranquillità. Se avete problemi di irritazione con gli assorbenti esterni oppure fastidio con quelli interni, se avete mai rinunciato a una giornata in spiaggia o in palestra, se dormite male con paura di sporcare il letto ogni mese, se vi sentite insicure e correte in bagno a controllare la situazione almeno per qualche giorno al mese – provate la coppetta mestruale Lunette – non ve ne pentirete! Da NordicBaby troverete la coppetta mestruale Lunette in taglia 2 che è indicata alle donne sopra i 25 anni oppure alle donne di tutte le età che hanno già partorito. Potete chiedere un parere anche alla vostra ostetrica di fiducia, prima dell’acquisto, ovviamente meglio se specializzata in coppette mestruali e pavimento pelvico.

Quali sono i metodi di pagamento accettati su NordicBaby?

Sul sito www.nordicbaby.it accettiamo pagamenti con carta di credito, PayPal, bonifico bancario e presto anche Satispay. Di solito spediamo in 1-2 giorni quindi riceverete il vostro pacchetto comodamente a casa in davvero pochissimo tempo.

Eventualmente una coppia di genitori di Bergamo e provincia volesse vedere o ritirare di persona i prodotti NordicBaby, può farti visita? E, se sì, dove?

Pur non avendo un negozio fisico, possiamo venire incontro ai genitori di Bergamo e provincia e metterci d’accordo per permettere loro di vedere oppure ritirare i prodotti acquistati, il magazzino si trova a Treviglio. Inoltre ogni terzo weekend del mese sarà attivo il punto Pick&Pay a Milano, zona Lambrate, via Bassini 49, dove si possono ritirare i capi prenotati. Attualmente il punto ritiro è in pausa estiva ma riprenderà a settembre. Seguiteci anche su Facebook e Instagram per sapere dove saremo presenti, ci troverete spesso alle fiere in Lombardia come Fa’ la cosa giusta a Milano e Fiera del Bambino Naturale a Chiari e certamente non possiamo mancare al Mercatino Natalizio dei Finlandesi a Milano!

Bimbi in aereo: 7 cose da sapere

Bimbi in aereo: 7 cose da sapere

Avvicinandosi le vacanze, ho pensato di parlarvi brevemente di viaggi e bambini. Oggi comincio con il parlare di viaggi in aereo. Ecco alcune cose da sapere:

  • I bambini possono viaggiare tranquillamente in aereo, sconsigliato solo in caso di malattie infettive acute (sinusiti o infezioni dell’orecchio), interventi chirurgici recenti, malattie respiratorie croniche severe, neonati sotto le 48 ore di vita  e donne in gravidanza dopo la 36esima settimana di gestazione (o dopo la 32esima in caso di gravidanza gemellare). I neonati sani e nati a termine possono viaggiare in aereo a partire da 48 ore dopo la nascita, ma sarebbe preferibile aspettare almeno fino al settimo giorno di vita. Per quanto riguarda i neonati prematuri ed i bambini con patologie polmonari e cardiache, andrebbe richiesto un parere medico prima di intraprendere il volo.
  • Le variazioni di pressione all’interno della cabina possono comportare traumi legati alla pressione, appunto, con comparsa di dolore all’orecchio e fischio. Questi disturbi possono essere tenuti a bada attraverso la deglutizione; per i lattanti ed i neonati è possibile minimizzare questi effetti offrendo loro il seno, il biberon, del cibo se svezzati, oppure un succhiotto.
  • Durante lunghi viaggi in ambienti ristretti come la cabina di un areo è bene portare libri e giocattoli in abbondanza per distrarre i vostri bambini, insieme al materiale da toilette, cibo e bevande.
  • Generalmente i bambini sopportano meglio degli adulti i cambiamenti di fuso, presentando sintomi più sfumati, ma è importante regolare le ore del sonno e dei pasti subito dopo l’arrivo e, se possibile, già nei due giorni che precedono la partenza. A seconda della destinazione, faremo così: in caso di viaggi a est, nei due giorni precedenti anticipare di 1-2 ore l’addormentamento e favorire l’esposizione alla luce la mattina; in caso di viaggi a ovest, posticipare di 1-2 ore l’addormentamento e favorire l’esposizione alla luce la sera. Particolare attenzione va prestata in caso di assunzione di farmaci in orari prestabiliti, nel qual caso è bene chiedere il parere del pediatra su come comportarsi.
  • Generalmente i bambini sotto i 2 anni viaggiano in braccio a mamma e papà ed hanno una cintura di sicurezza che si fissa a quella del genitore. Valutate comunque l’acquisto di un posto vuoto in più per essere più comodi. Rivolgetevi alla vostra compagnia per saperne di più.
  • In genere è possibile trasportare il latte artificiale a bordo dell’aereo ma è bene chiedere alla propria compagnia aerea come comportarsi ai controlli (si tratta infatti di una sostanza liquida).
  • Potete arrivare con il passeggino fin sotto l’aeroplano, dove poi lo consegnerete al personale di terra incaricato di stivare i bagagli. Deve essere comunque etichettato al check in, e va segnalato se il passeggino è formato da due pezzi oppure è un pezzo unico. Portatevi in una borsetta due sacchi grandi di plastica per coprirlo in modo che resti pulito.

 

4 segni che ci indicano che un neonato sta bene

4 segni che ci indicano che un neonato sta bene

Un neonato è una creatura che non parla, anche se ha molti altri modi di comunicare le sue esigenze principali. Gli occhi e le mani di mamma e papà tuttavia sono sempre utili per verificare lo stato di benessere del proprio bimbo neonato. In che modo:

  • controlliamo la pelle del nostro bimbo: deve essere rosea e non cianotica (ovvero blu o violacea). Le mani ed i piedi di un neonato sono spesso viola, bisogna quindi controllare la pelle del torace e del viso.
  • controlliamo la sua temperatura: tocchiamo con le mani la schiena del piccolo oppure il suo addome (mani e piedi di un neonato sono spesso freddi ma è fisiologico) e verifichiamo che non siano freschi.
  • controlliamo il tono muscolare del nostro bimbo: un neonato deve mantenere una buona tonicità dei muscoli di braccia e gambe, che tendenzialmente mantiene flesse.
  • facciamo attenzione che il respiro sia silenzioso, non rumoroso.

Questi sono i cosiddetti “segni del benessere” di un neonato, che, in assenza di pianto continuo o altre ragioni di preoccupazione, ci indicano che il neonato sta bene.

Un abbraccio forte e buona domenica!

Elisa

 

“Mi hanno detto che il mio bimbo è un po’ itterico: cosa significa?”

“Mi hanno detto che il mio bimbo è un po’ itterico: cosa significa?”

L’ittero, cioé la colorazione giallastra della cute e delle parte bianca degli occhi (la cosiddetta “sclera”), è causato dal deposito in questi tessuti della bilirubina, una sostanza che deriva in gran parte dalla distruzione dei globuli rossi.

Si tratta di una manifestazione frequente nei neonati.

Ma da cosa deriva?

Durante la vita all’interno del pancione, la bilirubina del bimbo viene eliminata attraverso la placenta. Dopo la nascita, invece, è il fegato di nostro figlio a dover far fronte a questo compito. In molti neonati il fegato è ancora immaturo e questo è del tutto normale. A volte questa immaturità, insieme ad altri fattori che vi sto per dire, comporta un’incompleta eliminazione della bilirubina.

Quanto più è immaturo il fegato, tanto più è marcata la distruzione dei globuli rossi e quindi il livello di bilirubina. La bilirubina che il fegato non riesce a metabolizzare entra nel circolo del sangue e, se superasse determinati valori, diventerebbe tossica per il cervello. Per questo motivo il livello di tale sostanza viene controllato, anche ripetutamente, nei primi giorni di vita.

Come avviene questo controllo?

La maggior parte delle volte questo controllo é molto semplice ed indolore, attraverso uno strumento chiamato “Bilicheck” o “Biliscan”. Il Bilicheck funziona emettendo una piccola luce e viene semplicemente appoggiato in diversi punti della corpo del bambino, fornendo comunque un risultato molto attendibile. Qualora ci siano dubbi, si procede al prelievo di pochissimo sangue dal tallone del piccolo, per mezzo di un pungidito. Questo sangue viene in seguito esaminato al nido (dalle puericultrici o dalle infermiere presenti) per mezzo di un apposito strumento di lettura.

Quali sono le terapie più idonee?

Nella maggior parte dei neonati sono sufficienti alcune semplici misure quali un apporto calorico adeguato con allattamento precoce e poppate numerose (e queste misure sono anche molto spesso “preventive” dell’ittero). Altre volte si rende necessaria una maggiore idratazione tramite flebo oppure l’esposizione alla luce con alcune particolari lampade (fototerapia). I cicli di fototerapia prevedono purtroppo l’allontanamento del neonato dalla madre, nel senso che spesso le macchine e le culle adeguate si trovano solo all’interno del nido, ma in alcuni ospedali ci si sta attrezzando per la fototerapia direttamente accanto al letto della madre o addirittura nel letto stesso della madre, mentre mamma e bambino stanno a contatto. Potete consultare un interessantissimo articolo con foto di questa pratica qui:

http://pediatrics.aappublications.org/content/131/6/e1982

Qualora l’ospedale a cui vi rivolgete non preveda il trattamento al letto stesso della madre o accanto al letto della madre (con una speciale coperta dotata di led e chiamata in genere “biliblanket”) è necessario comunque che vi rechiate spesso al nido per allattare il vostro cucciolo, in modo da scongiurare una diminuzione del latte e conseguenti problemi nella prosecuzione dell’allattamento.

Molto più raramente, per ridurre il valore della bilirubina è necessario ricorrere alla exanguinotrasfusione, cioé alla sostituzione del sangue del neonato (in cui la concentrazione della bilirubina è elevata) con il sangue di un donatore compatibile. Per effettuare tale procedura, generalmente, si incannula la vena ombelicale, attraverso cui si sottraggono lentamente piccole quantità di sangue del neonato e si introducono, di volta in volta, pari quantità di sangue compatibile.

Quali sono i neonati in cui è più probabile che si verifichi ittero?

Nei neonati con immaturità epatica (=del fegato) più marcata è più facile che si verifichi ittero ma anche nei neonati il cui gruppo sanguigno è incompatibile con quello materno:

  • Incompatibilità Rh: si può verificare nei neonati Rh positivi, figli di madre Rh negativa, quando la mamma durante la gravidanza produce anticorpi contro i globuli rossi del figlio. Per questo motivo tutte le donne Rh negative sono seguite con appositi esami in gravidanza e ricevono, entro poche ore dal parto, se il neonato è Rh positivo, la somministrazione di una terapia idonea a non sviluppare anticorpi che causerebbero l’aborto del feto Rh positivo in una successiva gravidanza.
  • Incompatibilità AB0: si può verificare quando la mamma è di gruppo 0 ed il figlio è di gruppo A o B, con lo stesso meccanismo dell’incompatibilità Rh

Qual’è il valore di bilirubina considerato “a rischio”?

Il valore varia in rapporto a molti fattori quali, ad esempio, la prematurità, anche scarsa, la giornata di vita e tante altri. In  generale si può dire che il livello di attenzione deve essere elevato quando il livello di bilirubina ha un incremento superiore a 0.5-1 mg/dl di sangue per ogni ora che passa oppure quando, in un neonato a termine, il valore totale supera i 15 mg/dl di sangue. Se ci si avvicina o si supera il valore di 20 mg/dl viene, di volta in volta, valutata anche l’opportunità di ricorrere a exanguinotrasfusione.

 

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