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Svezzamento: come allontare frustrazioni e preoccupazioni.

Svezzamento: come allontare frustrazioni e preoccupazioni.

Prima di proporre al nostro piccolo o alla nostra piccola i primi cibi solidi, sarebbe una buona cosa riflettere un momento sulle nostre aspettative per evitare di incorrere in frustrazioni e/o preoccupazioni evitabili, in tutto o in parte.

Cosa intendo dire? Se ci aspettiamo che il nostro bambino prenda lo svezzamento con gioia e che in breve tempo il suo regime alimentare cambierà completamente, passando dal solo latte ad un’alimentazione complementare, fatta di cibi solidi che diverranno in breve tempo preponderanti, potrebbero avverarsi i seguenti scenari:

  1. La realtà conferma o addirittura supera le nostre più rosee aspettative. Il piccolo non vede l’ora di mettersi a tavola, mangia tanto e di gusto, non sembra rimpiangere il latte. Ve lo auguro! Però vi avverto: è un’evenienza possibile ma piuttosto rara.
  2. La realtà si mostra, come spesso avviene anche nel mondo degli adulti, multiforme: il nostro bambino alterna giorni di entusiasmo per i nuovi sapori a giorni di rifiuto totale di assaggiare il cibo che ha di fronte o addirittura di stare a tavola con noi. Quindi: un giorno faremo un piatto rapido, senza neanche metterci troppo impegno, che invece sarà un trionfo di bontà per il nostro bambino. Un paio di giorni dopo faremo il grand gourmet oppure rifaremo lo stesso identico piatto e riceveremo un drastico rifiuto. Neanche il nostro bambino fosse il più severo giudice di Masterchef (Cracco? Barbieri?) 🙂
  3. La realtà si rivela estremamente lontana da quella che ci aspettavamo. Il nostro bambino non sembra avere intenzione di passare ad un tipo di alimentazione diversa dal latte e, quand’anche sembra curioso, tutt’al più assaggia e poi vuole scendere dal seggiolone.

La seconda e la terza ipotesi possono far scaturire in noi genitori due sentimenti diversi ma complementari:

  • Frustrazione

Non è bello preparare con amore piatti succulenti e vederseli rifiutare un giorno dopo l’altro. Non è bello cucinare e buttare. Non è bello pulire la cucina disastrata, a fronte di un assaggio fuggevole e senza entusiasmo del nostro piccolo.

Non è bello, ma la frustrazione può essere ancora maggiore se ci aspettavamo che le cose sarebbero andate completamente lisce e in un crescendo continuo di entusiasmo e appetito.

La cosa migliore da fare prima di proporre al nostro bambino qualsiasi piatto è: non aspettarci che mangi granché per i primi mesi.

La maggior parte dei bambini non comincia ad alimentarsi veramente con cibi diversi dal latte fino a 9-10 mesi. Molti piccoli passano tanto tempo toccando, annusando o semplicemente guardando il cibo. Le loro papille gustative, poi, sono molto sensibili, per cui potremmo vederli leccare il cibo e poi lasciarlo.

Altri bimbi, invece, sembrano entusiasti di addentare il cibo, ma poi non lo masticano né tantomeno lo ingoiano. Ho usato a ragione la parola “masticare” perché il riflesso della masticazione, dopo circa 6 mesi di vita, è presente anche in assenza di denti.

Altri bimbi ancora passano da un grande entusiasmo iniziale ad una drastica perdita di interesse verso il cibo, che può durare anche un paio di mesi.

Un’altra situazione che succede molto spesso è che i bambini di punto in bianco rifiutino il cibo solido, anche quello che normalmente piace loro, e che si volgano con ostinazione verso il seno o alla ricerca del biberon. Poi, improvvisamente, dopo pochi giorni, ricominciano a mangiare. Cos’era accaduto nei giorni in cui rifiutavano il cibo? Molto spesso non stavano bene, stavano mettendo un dente oppure qualcosa nelle loro abitudini era bruscamente cambiato (una partenza per le vacanze, l’inserimento al nido ecc.)

  • Preoccupazione

Scoccati i 6 mesi, se il nostro bambino rifiuta il cibo solido, improvvisamente abbiamo paura che gli possano mancare dei nutrienti, che il latte non possa più bastargli. In realtà lo svezzamento è un cammino, da compiere tenendo il passo del bambino. Se continuerete a dargli il suo latte (la sua certezza!) ogni volta che lo chiede, starà ricevendo tutto il nutrimento di cui ha bisogno. Conoscete qualcuno che a 3 anni di età voglia solo latte? No, vero? Quindi: tranquilli! Il vostro bambino arriverà coi suoi tempi a scoprire nuovi sapori e, come ognuno di noi, avrà i suoi piatti preferiti che i genitori gli cucineranno con amore!

Ps: se avete avuto in precedenza altri figli che mangiavano di gusto e il figlio attuale ha bisogno di più tempo, vi suggerisco di evitare i confronti che rafforzano frustrazione e preoccupazione. Ogni persona è a sé, pertanto vi propongo di concentrarvi su questo bambino, su questa persona, e di capire cosa è meglio per lui, di cosa ha bisogno nella sua peculiarità.

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